{"id":892,"date":"2017-01-04T09:34:44","date_gmt":"2017-01-04T09:34:44","guid":{"rendered":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/?p=892"},"modified":"2017-02-22T17:06:33","modified_gmt":"2017-02-22T17:06:33","slug":"continuidad-de-los-parques-continuita-dei-parchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/?p=892","title":{"rendered":"Continuidad de los parques \/ Continuit\u00e0 dei parchi"},"content":{"rendered":"<div class=\"column-half first\">Hab\u00eda empezado a leer la novela unos d\u00edas antes. La abandon\u00f3 por negocios urgentes, volvi\u00f3 a abrirla cuando regresaba en tren a la finca; se dejaba interesar lentamente por la trama, por el dibujo de los personajes. Esa tarde, despu\u00e9s de escribir una carta a su apoderado y discutir con el mayordomo una cuesti\u00f3n de aparcer\u00edas, volvi\u00f3 al libro en la tranquilidad del estudio que miraba hacia el parque de los robles. Arrellanado en su sill\u00f3n favorito, de espaldas a la puerta que lo hubiera molestado como una irritante posibilidad de intrusiones, dej\u00f3 que su mano izquierda acariciara una y otra vez el terciopelo verde y se puso a leer los \u00faltimos cap\u00edtulos. Su memoria reten\u00eda sin esfuerzo los nombres y las im\u00e1genes de los protagonistas; la ilusi\u00f3n novelesca lo gan\u00f3 casi en seguida. Gozaba del placer casi perverso de irse desgajando l\u00ednea a l\u00ednea de lo que lo rodeaba, y sentir a la vez que su cabeza descansaba c\u00f3modamente en el terciopelo del alto respaldo, que los cigarrillos segu\u00edan al alcance de la mano, que m\u00e1s all\u00e1 de los ventanales danzaba el aire del atardecer bajo los robles. Palabra a palabra, absorbido por la s\u00f3rdida disyuntiva de los h\u00e9roes, dej\u00e1ndose ir hacia las im\u00e1genes que se concertaban y adquir\u00edan color y movimiento, fue testigo del \u00faltimo encuentro en la caba\u00f1a del monte. Primero entraba la mujer, recelosa; ahora llegaba el amante, lastimada la cara por el chicotazo de una rama. Admirablemente resta\u00f1aba ella la sangre con sus besos, pero \u00e9l rechazaba las caricias, no hab\u00eda venido para repetir las ceremonias de una pasi\u00f3n secreta, protegida por un mundo de hojas secas y senderos furtivos. El pu\u00f1al se entibiaba contra su pecho, y debajo lat\u00eda la libertad agazapada. Un di\u00e1logo anhelante corr\u00eda por las p\u00e1ginas como un arroyo de serpientes, y se sent\u00eda que todo estaba decidido desde siempre. Hasta esas caricias que enredaban el cuerpo del amante como queriendo retenerlo y disuadirlo, dibujaban abominablemente la figura de otro cuerpo que era necesario destruir. Nada hab\u00eda sido olvidado: coartadas,azares, posibles errores.\u00a0A partir de esa hora cada instante ten\u00eda su empleo minuciosamente\u00a0atribuido. El doble repaso despiadado se interrump\u00eda apenas para que una mano acariciara una mejilla. Empezaba a anochecer. Sin mirarse ya, atados r\u00edgidamente a la tarea que los esperaba, se separaron en la puerta de la caba\u00f1a. Ella deb\u00eda seguir por la senda que iba al norte. Desde la senda opuesta \u00e9l se volvi\u00f3 un instante para verla correr con el pelo suelto. Corri\u00f3 a su vez, parapet\u00e1ndose en los \u00e1rboles y los setos, hasta distinguir en la bruma malva del crep\u00fasculo la alameda que llevaba a la casa. Los perros no deb\u00edan ladrar, y no ladraron. El mayordomo no estar\u00eda a esa hora, y no estaba. Subi\u00f3 los tres pelda\u00f1os del porche y entr\u00f3. Desde la sangre galopando en sus o\u00eddos le llegaban las palabras de la mujer: primero una sala azul, despu\u00e9s una galer\u00eda, una escalera alfombrada. En lo alto, dos puertas. Nadie en la primera habitaci\u00f3n, nadie en la segunda. La puerta del sal\u00f3n, y entonces el pu\u00f1al en la mano, la luz de los ventanales, el alto respaldo de un sill\u00f3n de terciopelo verde, la cabeza del hombre en el sill\u00f3n leyendo una novela.<\/div>\n<div class=\"column-half second\">Aveva cominciato a leggere il romanzo alcuni giorni prima. Lo abbandon\u00f2 per affari urgenti, torn\u00f2 ad aprirlo mentre stava tornando in treno alla sua tenuta: si lasciava lentamente interessare dalla trama, dal disegno dei personaggi. Quella sera, dopo aver scritto una lettera al suo procuratore e aver discusso una questione di mezzadria con il fattore, torn\u00f2 al libro nella tranquillit\u00e0 dello studio che dava sul parco di querce. Sdraiato nella poltrona preferita, dando le spalle alla porta che lo avrebbe disturbato come una irritante possibilit\u00e0 d&#8217;intrusione,\u00a0 lasci\u00f2 che la mano sinistra accarezzasse pi\u00f9 volte il velluto verde e si mise a leggere gli ultimi capitoli. La sua memoria tratteneva senza sforzo i nomi e le immagini dei protagonisti;\u00a0 l&#8217;illusione romanzesca lo conquist\u00f2 quasi subito. Godeva del piacere quasi perverso di staccarsi riga dopo riga da ci\u00f2 che lo circondava e di sentire al tempo stesso che la testa riposava comodamente sul velluto dell&#8217;alto schienale, che le sigarette erano sempre a portata di mano, che al di l\u00e0 delle grandi finestre\u00a0 danzava l&#8217;aria del crepuscolo sotto le querce. Di parola in parola, assorto nel sordido dilemma degli eroi, lasciandosi andare verso le immagini che si combinavano ed acquisivano colore e movimento, fu testimone dell&#8217;ultimo incontro nella capanna sul monte. Prima entrava la donna, guardinga; ora arrivava l&#8217;amante, la faccia ferita dalla frustata di un ramo. Ammirevolmente lei tamponava il sangue con i suoi baci, ma lui respingeva le carezze, non era venuto per ripetere le cerimonie di una passione segreta, protetta da un mondo di foglie secche e sentieri furtivi. Il pugnale si intiepidiva contro il suo petto, e sotto acquattata pulsava la libert\u00e0. Un dialogo ansioso correva per le pagine come un ruscello di serpi, e si sentiva che tutto era deciso da sempre. Persino quelle carezze che avviluppavano il corpo dell&#8217;amante come a volerlo trattenere e dissuadere, disegnavano abominevolmente \u00a0la figura di un altro corpo che era necessario distruggere. Niente era stato dimenticato: alibi, circostanze, errori possibili. A partire da quell&#8217;ora, ciascun istante aveva il suo impiego minuziosamente attribuito. Il doppio spietato riepilogo si interrompeva appena per consentire che una mano carezzasse una gota. Cominciava ad annottare.\u00a0 Senza pi\u00f9 guardarsi, legati rigidamente al compito che li attendeva, si separarono sulla porta della capanna. Lei doveva proseguire sul sentiero che andava verso nord. Dal sentiero opposto lui si volt\u00f2 un istante per vederla correre con i capelli sciolti.\u00a0 Corse a sua volta, proteggendosi dietro gli alberi e le siepi, finch\u00e9 distinse nella bruma color malva del crepuscolo il viale che portava alla casa. I cani non dovevano latrare, e non latrarono. Il fattore non doveva esserci a quell&#8217;ora, e non c&#8217;era. Sal\u00ec i tre gradini del portico e entr\u00f2. Dal sangue che gli galoppava nelle orecchie gli arrivavano le parole della donna: prima un salone azzurro, poi una galleria, una scala con tappeto. In alto, due porte. Nessuno nella prima camera, nessuno nella seconda. La porta del salone, e poi il pugnale in mano, la luce delle grandi finestre, l&#8217;alto schienale di una poltrona di velluto verde, la testa dell&#8217;uomo nella poltrona che sta leggendo un romanzo.<\/div>\n<p>Traduzione di Laura Ferruta<\/p>\n<p>[print_link]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Traduzione di Laura Ferruta [print_link] &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-892","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-julio-cortazar"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/892","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=892"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/892\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":905,"href":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/892\/revisions\/905"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cuentoseracconti.miniracconti.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}